Milano – Entra nel vivo la normativa sul diritto alla riparazione, con nuove disposizioni che incidono sull’organizzazione dei servizi post-vendita e sull’assistenza ai consumatori. Dal 22 ottobre 2026 è infatti in vigore il D.Lgs. 176/2026, che recepisce la direttiva europea 2024/1799 e introduce nuove regole per favorire la riparazione e prolungare la vita utile dei prodotti. Tra le categorie interessate figurano anche lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, asciugatrici e aspirapolvere, per i quali sono previsti specifici requisiti di riparabilità.
Tra le novità figura l’estensione di 12 mesi del periodo di responsabilità del venditore quando, in caso di difetto di conformità durante la garanzia legale, il consumatore sceglie la riparazione anziché la sostituzione. Per i prodotti soggetti ai requisiti europei di riparabilità, il fabbricante è inoltre tenuto a garantire la riparazione anche oltre tale periodo, a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli, salvo impossibilità tecnica. L’obbligo può ricadere anche su importatori e distributori in determinate condizioni.
La nuova disciplina coinvolge quindi da vicino la filiera degli elettrodomestici e dei rivenditori, chiamati a confrontarsi con una crescente attenzione alla disponibilità dei ricambi, all’accessibilità dei servizi tecnici e alla qualità dell’assistenza. Un cambiamento che rafforza il ruolo del post-vendita nella relazione con il consumatore e nella competitività delle imprese.