Milano – “Seguiamo con particolare preoccupazione l’evolversi della crisi in Medio Oriente. Una tensione che, se prolungata, rischia di compromettere la competitività dell’intera filiera del largo consumo e dell’Industria di marca”, sottolinea Vittorio Cino (in foto), direttore generale di Centromarca, a cui aderiscono 192 aziende operanti nei settori alimentare, cura casa e persona, che complessivamente generano un fatturato di 69 miliardi di euro e occupano circa 100mila addetti.

La riduzione degli approvvigionamenti globali si riflette sia sul prezzo del petrolio sia su quello del gas naturale, esercitando una forte pressione sui costi di produzione delle industrie, con ripercussioni sul comparto della logistica e delle assicurazioni. L’aumento dei carburanti e dei noli marittimi grava pesantemente sulle catene di approvvigionamento globali, mentre l’impennata dei premi assicurativi legati al rischio bellico – stimata tra il 25% e il 50% – si traduce in un rincaro diretto sull’import di materie prime e semilavorati.

Criticità analoghe, continua l’associazione, si riscontrano nel settore del packaging, con listini in forte rialzo per plastiche e derivati del petrolio: secondo rilevazioni di mercato di Icis e S&P Global Commodity Insights, a marzo le quotazioni europee dei principali polimeri per packaging (PET, PE, PP) hanno registrato incrementi nell’ordine di alcune decine fino a oltre 250 euro a tonnellata.

Nel periodo 2021-2024 gli utili delle aziende dell’Industria di marca sono diminuiti dell’8% in termini relativi. I dati mostrano come le imprese abbiano trasferito a valle solo una parte minima degli aumenti dei costi sostenuti, con una forte pressione sui margini. A dimostrarlo è l’andamento dei Capex (investimenti delle imprese in impianti, macchinari e nuove tecnologie) passato da 1,85 a 2,61 miliardi di euro (+41%).

“Chiediamo al Governo interventi rapidi e strutturali”, conclude Cino. “Ad esempio, l’introduzione delle accise mobili sui carburanti e l’applicazione delle misure proposte dalla Commissione europea nel pacchetto Energia per contenere i costi delle bollette. Nel medio-lungo termine, inoltre, auspichiamo l’introduzione di un Price Cap a livello europeo per neutralizzare future oscillazioni. Confermiamo ovviamente la nostra piena disponibilità a collaborare con l’Esecutivo attraverso la condivisione di analisi e dati aggiornati”.