Washington (Usa) – Johnson & Johnson ha raggiunto un accordo da 5,5 miliardi di dollariper risolvere gran parte delle cause legali legate al borotalco e ad altri prodotti a base di talco, accusati da migliaia di consumatrici di aver provocato il cancro alle ovaie. La notizia è riportata dall’ANSA.

L’intesa riguarda circa 76mila richieste di risarcimento e, per diventare definitiva, dovrà ottenere l’adesione del 95% dei ricorrenti ancora coinvolti. L’accordo punta a chiudere quasi tutte le controversie ancora pendenti, comprese quelle riunite davanti a un tribunale federale del New Jersey e i procedimenti avviati presso i tribunali statali statunitensi.

Pur scegliendo la strada della transazione, Johnson & Johnson continua a respingere ogni accusa. In una nota, il vicepresidente responsabile del contenzioso, Erik Haas, ha ribadito che le contestazioni “sono prive di fondamento scientifico”, aggiungendo: “Malgrado siamo certi che l’azienda avrebbe prevalso in caso di ulteriore contenzioso, come accaduto nella stragrande maggioranza dei casi discussi finora, questa soluzione ci consente di lasciarci la vicenda alle spalle e di rimanere concentrati sulla nostra missione: sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane”.

Di diverso avviso i legali delle ricorrenti. Chris Seeger, avvocato capofila dei querelanti, ha definito l’intesa un passo importante, affermando che “garantisce un risarcimento equo e significativo per i danni subiti”. Secondo Seeger, “oltre un decennio di contenziosi prolungati e tre tentativi falliti di ricorrere alla procedura fallimentare hanno costretto decine di migliaia di donne e le loro famiglie ad attendere troppo a lungo un ristoro”.

Come si legge su ANSA, negli anni scorsi Johnson & Johnson aveva già raggiunto accordi per la maggior parte delle cause relative ai prodotti a base di talco accusati di contenere tracce di amianto, sostanza ritenuta altamente pericolosa e associata all’insorgenza del mesotelioma. L’azienda deve però affrontare anche un procedimento nel Regno Unito, avviato nel 2025 per conto di circa 3mila ricorrenti, con una richiesta di risarcimento stimata in 1,3 miliardi di dollari.

 

Fonte immagine: Johnson & Johnson