Milano – Dopo le devastazioni del punto vendita Carrefour di via Torino a Milano (leggi qui), il presidente di GS-Carrefour Angelo Mastrolia ha pubblicato un commento e un video sulla sua pagina Linkedin. Riportiamo di seguito il testo:

“Le immagini che condivido raccontano ciò che abbiamo vissuto nelle ultime ore. Alcuni nostri punti vendita Carrefour sono stati presi d’assalto, saccheggiati e gravemente danneggiati. Incassi rubati, merci sottratte, negozi devastati. E soprattutto lavoratori costretti ad assistere a scene di violenza e distruzione un addetto alla sicurezza ferito. Da imprenditore e da cittadino considero tutto questo inaccettabile. Il diritto di manifestare è sacrosanto. Ma non può diventare un alibi per compiere atti di violenza e delinquenza. Cè poi una questione sulla quale credo sia necessario interrogarsi con particolare serietà: la presenza di così tanti giovanissimi, anche minorenni, tra i protagonisti di questi episodi. Le manifestazioni vengono motivate soprattutto con rivendicazioni legate al caro vita, al costo degli affitti e al diritto alla casa. Sono questioni sociali importanti, che meritano attenzione e risposte concrete. Ma mi domando: che cosa centra il caro vita con il furto degli incassi di un supermercato? Che cosa centra il costo degli affitti con il saccheggio di bottiglie di alcolici e la devastazione di un negozio? E soprattutto, se tra i responsabili di queste violenze vi è una presenza così significativa di minorenni, è legittimo chiedersi quanto queste rivendicazioni rappresentino davvero le motivazioni di chi compie tali atti e quanto, invece, vengano utilizzate come semplice pretesto per rubare e distruggere. Non possiamo confondere il disagio sociale con la delinquenza, né utilizzare il primo per giustificare la seconda. Mi rivolgo a tutte le forze politiche, senza distinzioni. La libertà di manifestare deve essere tutelata, ma altrettanto devono esserlo la sicurezza dei cittadini, la dignità dei lavoratori e il diritto delle imprese a svolgere la propria attività senza subire violenze. Non possiamo continuare a limitarci alle dichiarazioni di condanna dopo ogni episodio.
Servono responsabilità, prevenzione e interventi concreti. Chi lavora, chi investe, chi produce e chi contribuisce ogni giorno a tenere in piedi questo Paese ha diritto di essere protetto. La legalità non è una questione di appartenenza politica. È il fondamento della convivenza civile”.

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