Bruxelles (Belgio) – In Europa vengono immessi sul mercato, in media, circa 98 kg di imballaggi per abitante ogni anno. È quanto emerge da un nuovo studio del Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea, che ha stimato i volumi dei materiali di confezionamento commercializzati tra il 2011 e il 2025 in 19 Stati membri, rappresentativi di oltre il 97% della popolazione dell’Unione. L’analisi riguarda gli imballaggi utilizzati per alimenti e bevande, prodotti per la cura della casa e della persona e alimenti per animali domestici.
Sebbene il quantitativo complessivo di packaging sia rimasto sostanzialmente stabile nel periodo esaminato, gli imballaggi in plastica hanno registrato un aumento di circa l’11% in termini assoluti, risultando l’unico materiale caratterizzato da un andamento crescente. Emergono inoltre profonde differenze tra i Paesi: la media europea è pari a quasi 14 kg di packaging plastico pro capite all’anno, con valori compresi tra gli 8 kg della Svezia e i quasi 16 kg della Germania.
Dei 98 kg di imballaggi pro capite immessi sul mercato nel 2024, il 75% è costituito da vetro, soprattutto a causa della maggiore densità del materiale. Le bottiglie in vetro, sia riutilizzabili sia monouso, rappresentano quindi la quota più consistente del packaging commercializzato.
Lo studio combina i dati sulle vendite dei prodotti di largo consumo con coefficienti di peso associati alle diverse tipologie, dimensioni e materiali degli imballaggi. La metodologia sarà utilizzata per supportare gli Stati membri nella rendicontazione obbligatoria dei rifiuti di imballaggio, verificare l’affidabilità dei metodi di misurazione e monitorare il raggiungimento degli obiettivi di riciclo previsti dal nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR, Regolamento UE 2025/40).