Sette i claim green esaminati nel comparto dall’ultimo Osservatorio Immagino. Quello che attesta la biodegradabilità dei prodotti registra la maggior crescita a valore e volume. L’inflazione gonfia il giro d’affari del segmento e al tempo stesso frena i consumi.

Di Irene Galimberti

Fermandosi al solo dato del giro d’affari, 550 milioni di euro per un +19,3% sul 2021, potrebbe sembrare che il mondo del cura casa green, nell’anno terminante a dicembre 2022, sia andato a gonfie vele. In realtà, segnala la 13esima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, se si guarda alle vendite in volume, la contrazione annua arriva al -2,2%.

A contribuire alla crescita a valore sono state soprattutto l’espansione dell’offerta (+13,2%) e l’aumento della domanda (+6,1%). Mentre a penalizzare la quantità di prodotti per la pulizia domestica messi nel carrello della spesa in supermercati e ipermercati sono stati, segnala il Report, i sostenuti aumenti dei prezzi.

Sono i dati relativi ai 1.842 prodotti (sui 13.490 analizzati nel mondo del cura casa, con una copertura del comparto pari all’87%) che presentano in etichetta almeno uno dei sette claim ‘green’ rilevati: ‘biodegradabile’, ‘vegetale’, ‘senza nichel’, ‘plastica riciclata’, ‘meno plastica’, ‘senza fosfati’, ‘senza allergeni’. Un segmento che rappresenta il 13,7% del numero di referenze esaminate in totale (quasi 133mila). Con vendite per 552 milioni di euro (pari al 20,8% del totale) e una pressione promozionale a 30,3%.

Il claim che registra il maggior numero di prodotti a scaffale (5,6%) e le migliori performance in termini di trend a valore (+33,1%, soprattutto per prodotti usa e getta e detersivi per stoviglie a mano) e volume (+5,3%) è ‘biodegradabile’. A vivacizzare il mercato ha contribuito soprattutto l’aumento rilevante dell’offerta a scaffale (+20,4%), ma anche una domanda molto positiva (+12,7%). Questo segmento però si posiziona al secondo posto in termini di peso a valore sulle vendite complessive (quota del 6,8% con oltre 179 milioni di euro).

Sul primo gradino in quanto a fatturato (con oltre 350 milioni di euro e una quota del 13,2%) si trova la voce ‘plastica riciclata’, con il 5,4% sul totale prodotti (726 referenze interessate). In questo caso l’andamento annuo è positivo a valore (+19,1%), ma negativo a volume (-4,6%). A trainare l’espansione del fatturato sono stati gli ammorbidenti e i detersivi per stoviglie a mano con questa voce on pack. Mentre il calo delle vendite è stato accentuato in particolare per asciugamani/rotoli di carta e detersivi per bucato. Sembra, segnala l’Osservatorio, che i forti rincari dei prezzi abbiano scoraggiato gli acquisti di questi prodotti, nonostante un’offerta in deciso aumento (+14,4%) e una domanda comunque in crescita (+4,7%).

Il claim ‘vegetale’ guadagna una terza posizione per quota sui prodotti (4,8%, grazie a 649 referenze) e sulle vendite in valore (3,9%), che hanno superato i 104 milioni di euro nel 2022, registrando un +30,3%, con ottime performance per ammorbidenti e prodotti usa e getta. Anche le vendite in volume sono cresciute del +2,2%. Trend sostenuti da un consistente aumento dell’offerta (+21,1%) e dall’espansione della domanda (+9,2%).

Degli altri claim esaminati, solo due (‘senza nichel’ e ‘meno plastica’) mantengono andamento positivo delle vendite (intorno all’1%), mentre ‘senza fosfati’ e ‘senza allergeni’ mostrano segno negativo. Tutte queste quattro voci sono invece in calo in termini di volumi: dal -2,6% dei ‘senza nichel’, al -12,2% dei ‘senza allergeni’.

 

Tutti i numeri sul cura casa dell’Osservatorio saranno pubblicati sul prossimo numero di Hc HomeCare.